«Stop al caro greggio
o si va al nucleare»
Incontro immediato tra i Paesi consumatori e un piano per le centrali. La proposta del presidente del Consiglio Berlusconi: una priorità affrontare l’inarrestabile corsa dei prezzi
Parigi. L’inarrestabile corsa del prezzo del petrolio e,
conseguentemente, i grandi temi dell’energia, devono essere la
priorità anche della neonata Unione per il Mediterraneo. Per questo
serve, in tempi brevi, che i Paesi consumatori di greggio si
incontrino e trovino una soluzione. Se no, avanti tutta con la
realizzazione di nuove centrali nucleari, senza aspettare quelle di
cosiddetta quarta generazione, perchè quelle di terza sono già
sufficientemente sicure. Sono queste le proposte, immediatamente
operative, che il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha
voluto portare al summit dei capi di Stati e di Governo che, a
Parigi, ha segnato la nascita dell’Unione per il Mediterraneo. Poco
ottimista invece sul processo di pace.
Un focus deciso, su quello che il premier ha definito «il problema
più grave»: arginare il caro-greggio, dipanare la matassa dei
problemi energetici, dare un segnale forte ai Paesi produttori. «E’
necessario che i Paesi consumatori si incontrino al più presto - ha
detto Berlusconi - per trovare un accordo sul prezzo massimo e
ragionevole del petrolio, che non può essere superato: in
alternativa, serve un massiccio programma di costruzioni di
centrali nucleari», anche dell’attuale “terza generazione” che è
sufficientemente sicura.
Un incontro dei Paesi consumatori che, data l’intesa col primo
ministro britannico Gordon Brown, potrebbe avvenire a Londra, ma
che deve concretizzarsi in tempi rapidi. Quella del prezzo del
petrolio dunque, deve essere la priorità anche per l’Unione per il
Mediterraneo, soprattutto per la sua sponda nord. «Siamo tutti in
balia della speculazione - ha aggiunto con determinazione il
premier -. E’ un problema grave, il più grave che abbiamo.
Dobbiamo, con determinazione ed urgenza, trovare una soluzione
concreta».
Spiegando che il suo intervento alla riunione plenaria del summit è
stato definito da molti «muscolare», Berlusconi ha affermato che
una soluzione al caro-greggio è urgente anche perchè assistiamo ad
«una svalutazione quotidiana delle nostre aziende» che in questo
modo diventano più facilmente preda degli interessi
stranieri.
Il premier ha, poi, affrontato i temi legati alle crisi più gravi
che interessano da vicino il bacino del Mediterraneo. Mostrandosi
prudente rispetto alle ipotesi di una pace più vicina in Medio
Oriente, nonostante il successo del presidente francese Nicolas
Sarkozy che, in occasione del vertice, è riuscito a far sedere allo
stesso tavolo il premier israeliano Ehud Olmert, il presidente
siriano Bashar al-Assad, quello palestinese Abuz Mazen e quello
libanese Michel Suleiman. «Certamente questa giornata male non ha
fatto al processo di pace - ha detto Berlusconi -. Comunque c’è un
colloquio continuo tra Olmert e l’Autorità Nazionale
Palestinese».
Quindi, il premier italiano, ha rilanciato il ruolo che l’Italia
può avere nell’opera di mediazione fra le 2 parti in conflitto.
(14 luglio 2008)