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lunedì 22.03.2010 ore 08.23
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«Stop al caro greggio
o si va al nucleare»

Incontro immediato tra i Paesi consumatori e un piano per le centrali. La proposta del presidente del Consiglio Berlusconi: una priorità affrontare l’inarrestabile corsa dei prezzi
Parigi. L’inarrestabile corsa del prezzo del petrolio e, conseguentemente, i grandi temi dell’energia, devono essere la priorità anche della neonata Unione per il Mediterraneo. Per questo serve, in tempi brevi, che i Paesi consumatori di greggio si incontrino e trovino una soluzione. Se no, avanti tutta con la realizzazione di nuove centrali nucleari, senza aspettare quelle di cosiddetta quarta generazione, perchè quelle di terza sono già sufficientemente sicure. Sono queste le proposte, immediatamente operative, che il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ha voluto portare al summit dei capi di Stati e di Governo che, a Parigi, ha segnato la nascita dell’Unione per il Mediterraneo. Poco ottimista invece sul processo di pace.

Un focus deciso, su quello che il premier ha definito «il problema più grave»: arginare il caro-greggio, dipanare la matassa dei problemi energetici, dare un segnale forte ai Paesi produttori. «E’ necessario che i Paesi consumatori si incontrino al più presto - ha detto Berlusconi - per trovare un accordo sul prezzo massimo e ragionevole del petrolio, che non può essere superato: in alternativa, serve un massiccio programma di costruzioni di centrali nucleari», anche dell’attuale “terza generazione” che è sufficientemente sicura.

Un incontro dei Paesi consumatori che, data l’intesa col primo ministro britannico Gordon Brown, potrebbe avvenire a Londra, ma che deve concretizzarsi in tempi rapidi. Quella del prezzo del petrolio dunque, deve essere la priorità anche per l’Unione per il Mediterraneo, soprattutto per la sua sponda nord. «Siamo tutti in balia della speculazione - ha aggiunto con determinazione il premier -. E’ un problema grave, il più grave che abbiamo. Dobbiamo, con determinazione ed urgenza, trovare una soluzione concreta».

Spiegando che il suo intervento alla riunione plenaria del summit è stato definito da molti «muscolare», Berlusconi ha affermato che una soluzione al caro-greggio è urgente anche perchè assistiamo ad «una svalutazione quotidiana delle nostre aziende» che in questo modo diventano più facilmente preda degli interessi stranieri.


Il premier ha, poi, affrontato i temi legati alle crisi più gravi che interessano da vicino il bacino del Mediterraneo. Mostrandosi prudente rispetto alle ipotesi di una pace più vicina in Medio Oriente, nonostante il successo del presidente francese Nicolas Sarkozy che, in occasione del vertice, è riuscito a far sedere allo stesso tavolo il premier israeliano Ehud Olmert, il presidente siriano Bashar al-Assad, quello palestinese Abuz Mazen e quello libanese Michel Suleiman. «Certamente questa giornata male non ha fatto al processo di pace - ha detto Berlusconi -. Comunque c’è un colloquio continuo tra Olmert e l’Autorità Nazionale Palestinese».

Quindi, il premier italiano, ha rilanciato il ruolo che l’Italia può avere nell’opera di mediazione fra le 2 parti in conflitto.
(14 luglio 2008)
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