«Siamo pronti a marciare su Bruxelles»
Cappellacci temporeggia e il sindacato scrive a Berlusconi: «Serve un nuovo Patto»
di Alfredo Franchini
CAGLIARI. Con alle spalle lo straordinario
consenso ricevuto nella manifestazione di venerdì, il sindacato
attendeva una convocazione dal presidente Cappellacci. Dovrà ancora
aspettare perché il governatore ha fatto sapere di doversi recare a
Bruxelles. Costa (Cgil), Medde (Cisl) e Ticca (Uil) non vogliono
perdere neanche un minuto e ieri hanno scritto al presidente del
Consiglio, Berlusconi, chiedendo l’apertura del confronto sul caso
Sardegna.
La richiesta è stata formalizzata ieri con una lettera inviata al
premier dai tre leader sindacali che intendono mettere a punto e
«concordare un Accordo di programma quadro», capace di rilanciare
le attività produttive e «un nuovo piano di Rinascita che abbia al
centro il riconoscimento del principio di insularità».
Nella lettera, Cgil, Cisl e Uil ricordano a Berlusconi «il dramma
che oggi vive la Sardegna» e chiedono il coinvolgimento dei
parlamentari sardi e dell’unico europarlamentare eletto nell’isola,
Giommaria Uggias (Idv). «Più di 600 imprese hanno dichiarato la
propria crisi» - sono i numeri riportati nella lettera -
«undicimila lavoratori utilizzano gli ammortizzatori sociali in
deroga, 150 mila i disoccupati e 300 mila al di sotto della soglia
di povertà». Numeri che dimostrano come la crisi coinvolga tutti i
comparti e metta a rischio la tenuta di tutti i territori.
Sul piano prettamente sindacale, Costa, Medde e Ticca assicurano
che la mobilitazione non si fermerà all’iniziativa di venerdì
scorso: dopo lo sciopero che ha portato in piazza a Cagliari
cinquantamila persone, la «voce» della Sardegna - assicurano - si
alzerà prima a Roma e poi anche a Bruxelles, dove sarà presto
organizzata una manifestazione. Ma tutto questo non può prescindere
dalla Giunta. «Vogliamo dare continuità alla manifestazione del 5
febbraio», spiega Mario Medde, «e per questo si rafforza l’urgenza
del confronto con la Regione». Una delle cose che lo sciopero
generale ha sancito è che se molte risposte devono arrivare dal
Governo nazionale è altrettanto importante che la Regione non sia
più spettatrice dei processi economici. Oggi il Consiglio regionale
riprenderà la discussione sulla crisi industriale, (sono iscritti a
parlare una ventina di consiglieri), ed è probabile che i segretari
di Cgil-Cisl e Uil abbiano un incontro con i capigruppo. «Dobbiamo
capitalizzare i risultati dello sciopero generale», afferma Mario
Medde, «far sì che che diventi un momento di vera svolta per la
Sardegna». L’obiettivo principale dichiarato è la revisione del
Patto costituzionale tra Regione e Stato con il riconoscimento
degli svantaggi derivanti dall’insularità.
Per il pressing da attuare su Bruxelles, Cgil, Cisl e Uil hanno
scritto anche a Giommaria Uggias per presentargli la piattaforma
sindacale e le ragioni di un confronto sempre più necessario con l’U
e. Infine le segreterie regionali hanno sollecitato un incontro col
vice presidente della Commissione europea, Tajani al quale
intendono illustrare con le segreterie nazionali, le problematiche
dell’isola di competenza comunitaria. È in quell’occasione che i
sindacati potrebbero organizzare la manifestazione di lavoratori e
dirigenti sindacali nel cuore dell’Europa.
(09 febbraio 2010)