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sabato 20.03.2010 ore 08.11
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«Siamo pronti a marciare su Bruxelles»

Cappellacci temporeggia e il sindacato scrive a Berlusconi: «Serve un nuovo Patto»
di Alfredo Franchini
CAGLIARI. Con alle spalle lo straordinario consenso ricevuto nella manifestazione di venerdì, il sindacato attendeva una convocazione dal presidente Cappellacci. Dovrà ancora aspettare perché il governatore ha fatto sapere di doversi recare a Bruxelles. Costa (Cgil), Medde (Cisl) e Ticca (Uil) non vogliono perdere neanche un minuto e ieri hanno scritto al presidente del Consiglio, Berlusconi, chiedendo l’apertura del confronto sul caso Sardegna.

La richiesta è stata formalizzata ieri con una lettera inviata al premier dai tre leader sindacali che intendono mettere a punto e «concordare un Accordo di programma quadro», capace di rilanciare le attività produttive e «un nuovo piano di Rinascita che abbia al centro il riconoscimento del principio di insularità».

Nella lettera, Cgil, Cisl e Uil ricordano a Berlusconi «il dramma che oggi vive la Sardegna» e chiedono il coinvolgimento dei parlamentari sardi e dell’unico europarlamentare eletto nell’isola, Giommaria Uggias (Idv). «Più di 600 imprese hanno dichiarato la propria crisi» - sono i numeri riportati nella lettera - «undicimila lavoratori utilizzano gli ammortizzatori sociali in deroga, 150 mila i disoccupati e 300 mila al di sotto della soglia di povertà». Numeri che dimostrano come la crisi coinvolga tutti i comparti e metta a rischio la tenuta di tutti i territori.

Sul piano prettamente sindacale, Costa, Medde e Ticca assicurano che la mobilitazione non si fermerà all’iniziativa di venerdì scorso: dopo lo sciopero che ha portato in piazza a Cagliari cinquantamila persone, la «voce» della Sardegna - assicurano - si alzerà prima a Roma e poi anche a Bruxelles, dove sarà presto organizzata una manifestazione. Ma tutto questo non può prescindere dalla Giunta. «Vogliamo dare continuità alla manifestazione del 5 febbraio», spiega Mario Medde, «e per questo si rafforza l’urgenza del confronto con la Regione». Una delle cose che lo sciopero generale ha sancito è che se molte risposte devono arrivare dal Governo nazionale è altrettanto importante che la Regione non sia più spettatrice dei processi economici. Oggi il Consiglio regionale riprenderà la discussione sulla crisi industriale, (sono iscritti a parlare una ventina di consiglieri), ed è probabile che i segretari di Cgil-Cisl e Uil abbiano un incontro con i capigruppo. «Dobbiamo capitalizzare i risultati dello sciopero generale», afferma Mario Medde, «far sì che che diventi un momento di vera svolta per la Sardegna». L’obiettivo principale dichiarato è la revisione del Patto costituzionale tra Regione e Stato con il riconoscimento degli svantaggi derivanti dall’insularità.

Per il pressing da attuare su Bruxelles, Cgil, Cisl e Uil hanno scritto anche a Giommaria Uggias per presentargli la piattaforma sindacale e le ragioni di un confronto sempre più necessario con l’U e. Infine le segreterie regionali hanno sollecitato un incontro col vice presidente della Commissione europea, Tajani al quale intendono illustrare con le segreterie nazionali, le problematiche dell’isola di competenza comunitaria. È in quell’occasione che i sindacati potrebbero organizzare la manifestazione di lavoratori e dirigenti sindacali nel cuore dell’Europa.
(09 febbraio 2010)
 
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