di Marco Deligia
SASSARI. Un bel «dieci» alla «Festha Manna» per l'incredibile presenza che si è stretta attorno ai candelieri accogliendo, dopo 52 anni, un decimo cero, quello del gremio dei Fabbri; uno «zero spaccato» per il ritardo che ha costretto l'ultima colonna votiva all'ingresso a Santa Maria alle 2 di notte. Ma il bilancio della Discesa è amaro per un epilogo lacerante.
Nella funzione religiosa è stato compiuto un atto, da parte di sei sodalizi compresi nell'Integremio (i Massai hanno fatto eccezione, per lo stretto rapporto con la municipalità nei riti dell'evento) che ha ferito lo storico voto della città alla Madonna di mezz'agosto. Sarti, Calzolai, Falegnami, Contadini, Viandanti e Piccapietre hanno abbandonato la chiesa (pochissime le eccezioni dei singoli), non partecipando alla funzione finale. Il motivo è da ricondursi a una presunta «profanazione» del cerimoniale da parte del gremio dei Macellai, dopo che alcuni suoi esponenti si erano recati a Santa Maria di Betlem per accendere un cero all'Assunta.
In precedenza si era diffusa la voce di un blitz nella Discesa); un'eco che ha alimentato allarmismi e che è stata annoverata tra le cause del ritardo del corteo.
A notte fonda, nella chiesa che accoglie i Candelieri, con le autorità religiose e municipali sono rimasti, tra i fedeli, oltre ai Massai, solo Muratori, Ortolani e Fabbri, che non fanno parte dell'Integremio. Una patina di sconcerto e delusione ha soffocato i sentimenti di gioia nella funzione che si è chiusa alle 2,30 con il rendimento di grazie alla Vergine.
Ma il voto è stato sci
olto? «Sì - conferma il guardiano di Santa Maria, padre Giuseppe
Simbula - perchè c'erano le autorità civili e religiose e quattro
gremi. Il voto all'Assunta va quindi considerato sciolto dalla
città. Se mi si chiede se l'abbiano sciolto o meno gli altri gremi,
dico che gli stessi renderanno conto alla propria coscienza».
L'arcivescovo di Sassari, padre Paolo Atzei, ha manifestato le sue
riflessioni nell'omelia della celebrazione della mattina del 15
agosto a Santa Maria, sempre davanti a autorità e gremi, per poi
completarle alla fine della processione serale dell'Assunta, al
Duomo. «I rapporti tra gremi non devono entrare in un contesto che
comprende la comunità, come il voto all'Assunta - riflette padre
Atzei - In Chiesa si rappresenta tutta la comunità, in un atto di
fede. Con un richiamo paterno, dico che si deve guadare ai valori
alti. Continuo a ribadire, a proposito di tradizioni e alla luce
della partecipazione di un decimo candeliere, che si è superato un
blocco storico. Per quanto concerne la Chiesa e i valori cristiani,
ritengo inconcepibile una discriminazione tra gremi».
Attraverso il suo segretario, Lorenzo Sanna, l'Integremio afferma
di aver già ricucito lo strappo, impegnandosi con sindaco e
arcivescovo per un incontro a breve termine. «Abbiamo onorato il
voto alla Vergine Assunta - afferma Sanna - Non potevamo però
subire una forzatura alla tradizione da parte del gremio dei
Macellai».
«Se ho sbagliato - dice Roberto Loriga, esponente dei Macellai -
chiedo scusa al vescovo e al padre guardiano e sono pronto a
dimettermi dal gremio. Ma il gremio dei Macellai, in buona fede, ha
espresso un gesto di cristiana devozione all'Assunta, con
l'accensione di unn cero tra quelli dei fedeli. Non abbiamo
prevaricato alcuna tradizione. Abbiamo sempre cercato il dialogo.
Il fatto è che non ci hanno consentito di dialogare». I Fabbri
sottolineano il consenso ricevuto nel loro esordio nella Discesa
come decimo gremio di Candeliere. «Un'esperienza straordinaria -
rimarca Gianfranco Poddighe -. I sassaresi ci hanno accolto con
affetto. A Santa Maria i Muratori ci hanno ospitato nella loro
cappella per la cerimonia dell'“intregu” tra il nostro attuale
obriere di Candeliere e il successore. E con i Muratori c'è stato
un gemellaggio. Un clima di concordia che dovrebbe guidare la vita
dei gremi. Purtroppo ciò che è successo alla fine della Discesa
dimostra che il dialogo non è molto diffuso. Occorre riaprire
subito il confronto».
Sulla necessità di superamento delle incomprensioni e
sull'esigenza di instaurare un sincero ed effettivo dialogo tra le
parti, si pronuncia il presidente dei Muratori, Raimondo Rizzu. «Se
dovessimo giudicare il nostro scioglimento del voto alla Madonna
Assunta, potremmo dire di averlo interpretato con il giusto spirito
di devozione - osserva Rizzu -. L'aspetto popolare della Discesa,
che gratifica sopratutto i portatori, è stato esaltante. Sul
bisogno di recuperare un percorso all'insegna del dialogo e della
coerenza con i valori e i contenuti più profondi, i Muratori si
sono pronunciati anche di recente nella loro festa patronale. In un
clima in cui mancano questi presupposti, c'è il rischio di scelte
come quelle fatte dall'Integremio. I gremianti vivono il momento
culminante dello scioglimento del voto all'Assunta proprio nella
funzione conclusiva a Santa Maria. E'prima di tutto un dovere
restare in chiesa».
17 agosto 2007