Portovesme diventa un bunker

Ancora sulla cisterna le quattro tute blu. Oggi manifestazione davanti a Palazzo Chigi con sindacati e sindaci

    di Erminio Ariu PORTOVESME. Lo stabilimento di alluminio primario, subito dopo il rientro a Portovesme dei manifestanti che hanno invaso il porto di Cagliari impedendo l’attracco del traghetto Nomentana, è diventato un bunker: nessuno è disponibile a rilasciare dichiarazioni in vista di altri possibili blitz nei prossimi giorni.

    Sopra la cisterna continuano a soggiornare al freddo i quattro operai, e a loro sostegno è stato sistemato, all’ingresso del tunnel interno delle torre in cemento, un capanno dove si sono sistemati a protezione una decina di lavoratori. Il clima è pesantissimo e a nulla è valsa la promessa del governatore Ugo Cappellacci e del presidente del consiglio regionale Claudia Lombardo di raggiungere Portovesme per convincere il quartetto di operai a scendere. La visita dei due presidenti già programmata per ieri pomeriggio è stata aggiornata ad oggi e anche questo slittamento di orario è stato accolto con grandi mugugni.

    «I nostri compagni di lavoro sono lì sopra da dodici giorni, uno si è sentito male - precisano alcuni delegati sindacali - e non c’è stato un assessore della giunta, un consigliere regionale che si sia sentito in dovere di arrivare a Portovesme per sostenerli in questa battaglia per il lavoro. Quanti politici sono arrivati in periodo preelettorale? Tanti e non siamo neppure in grado di contarli. Ora c’è sfollamento generale». La fabbrica di alluminio primario continua a produrre, ma il traguardo del 17 novembre è dietro l’angolo. È chiaro che non sarà quella la scadenza fatidica per l’Alcoa - ammettono i delegati della Rsu - ma da quella data cominceranno ad avviare le procedure per alleggerire le celle dal metallo fuso per concludere l’operazione con la fermata degli impianti. Se ciò dovesse accadere saremo liberi di agire a piacimento».

    E le ultime dimostrazioni di lotta degli operai di Portovesme (il blitz all’interno della centrale termoelettrica dell’Enel e il tentato arrembaggio alla nave Nomentana) sono solo segnali premonitori di quanto potrebbe fare la disperazione di 1500 padri di famiglia.

    Oggi una delegazione dei sindacati sarà a Roma davanti a Palazzo Chigi per una manifestazione indetta dal coordinamento dei sindaci del Sulcis Iglesiente.
    11 novembre 2009

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