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Confcommercio: alberghi a dieci euro contro gli abusivi

Il presidente Agostino Cicalò spiega la provocazione: la piaga della ricettività in “nero” costringe molti operatori alla resa

CAGLIARI. Alla vigilia della stagione turistica 2014, Federalberghi e Confcommercio Sardegna lanciano una provocazione per attirare l'attenzione sul fenomeno dell'esercizio dell'attività ricettiva abusiva. L'iniziativa, che parte da Dorgali e si estenderà ad altre realtà turistiche dell'isola, prevede di far pagare 10 euro per una notte nelle strutture ricettive regolari aderenti.

La promozione provocatoria verrà lanciata ufficialmente nel corso dell'incontro di Federalberghi a Dorgali, venerdì 11 aprile con inizio alle 10 all'Hotel Sant'Elene (Località Sant'Elene, a due chilometri da Dorgali direzione Baunei), che vedrà la partecipazione dell'assessore regionale del Turismo, Francesco Morandi, di albergatori di tutta l'isola, sindacati, consiglieri regionali, sindaci, rappresentanti delle forze dell'ordine.

Seconde case «in nero», bed and breakfast senza autorizzazione o con un numero di camere che eccede quanto previsto dalle norme sono solo un esempio che genera quello che viene definito «turismo invisibile», ovvero che consuma il territorio, usufruisce gratuitamente dei servizi pubblici che vengono pagati dalla collettività locale, come il caso della Tarsu-Tares, ma soprattutto rappresenta una fetta importante di evasione fiscale.

Di fatto si tratta di una piaga che costringe molti imprenditori locali alla resa e quindi a chiudere le strutture ricettive con conseguente perdita di posti di lavoro.

Alcune ricerche condotte negli anni scorsi hanno dimostrato come il «turismo invisibile» rappresenti l'80% del fenomeno e solo il rimanente 20% venga registrato dalle statistiche ufficiali. Federalberghi Sardegna e Confcommercio hanno da sempre denunciato il fenomeno, e ritengono che occorra mettere in atto una serie di azioni di denuncia e di proposta che attiri l'attenzione delle autorità.

«L'obiettivo di Confcommercio che al suo interno ospita tutte le realtà ricettive, dagli alberghi, ai bar e ai campeggi, non è nella logica di una battaglia per impedire di svolgere attività economiche nell'ambito della ricettività turistica - ha spiegato il presidente di Confcommercio, Agostino Cicalò - ma serve per indurre coloro che fanno questa attività a farlo nell'ambito dell'esercizio d'impresa».

Secondo Giorgio Macciocu, presidente regionale di Federalberghi, «serve un maggiore controllo del sommerso perchè i numeri dei passeggeri dichiarati dalle compagnie aeree e navali non rispecchiano quelli che vengono registrati nelle strutture ufficiali: si tratta di turisti che arrivano e vanno ad alloggiare in seconde case o B&B non regolari». (ANSA).

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