Quotidiani locali

La visita di papa francesco

In cerca di bus per vedere il Santo Padre

Difficile trovare mezzi privati per il 22. Possibile un intervento straordinario dell’Arst

CAGLIARI. Toccherà ai lavoratori presentare al Papa il biglietto da visita della città: la sua capacità organizzativa, il clima di festa sobria ma anche ricca di entusiasmo creato intorno all'arrivo di Francesco, la misura della partecipazione dei fedeli. Su quest'ultimo punto non dovrebbero esserci problemi: sembra che noleggiare un bus gran turismo per il 22 settembre sia diventato un'impresa in tutta la Sardegna. Le parrocchie e i gruppi ritardatari sperano in un massiccio intervento dell'Arst in grado di esaudire la forte domanda di trasporto straordinario in direzione Cagliari. Oggi si riuniscono per la seconda volta nel seminario diocesano i rappresentanti di tutto il mondo del lavoro, di qualunque colore e bandiera: sindacati, associazioni di categoria, artigianato, esponenti di piccole grandi imprese, pianeta cooperazione, preti delegati per la pastorale del lavoro. Obiettivo: organizzare nei particolari l'incontro Papa-lavoratori. Ci dovranno essere tutti nello spazio transennato tra via Crispi e il palco papale sistemato nel punto in cui di solito si svolge il megaconcerto di capodanno. Circa ottomila lavoratori. «Vorremmo che fossero rappresentati non solamente tutte le categorie - dice don Giulio Madeddu, responsabile diocesano delle comunicazioni sociali e della pastorale del lavoro - ma anche tutti i territori dell'isola in modo che il Papa possa avere davanti veramente uno spaccato completo della realtà lavorativa in Sardegna».Nell'incontro odierno si stabiliranno le quote di lavoratori assegnate a ogni sigla, il modo di individuarle ( tessera sindacale, azienda o territorio di provenienza), la collocazione nella piazza. Gli ottomila lavoratori più vicini al Papa saranno ovviamente tutti identificati attraverso elenchi che le organizzazioni di categoria faranno pervenire alla polizia. Le forze dell'ordine vorrebbero che dentro gli spazi transennati fosse veramente rappresentati tutti e tutti i problemi. Si eviterebbe, in questo modo, che qualche gruppo cercasse altri momenti per rendersi visibile: durante la messa, nel pomeriggio nel corso dell'incontro Papa-giovani, lungo il percorso.

Gli incontri programmati, tranne uno, saranno veloci: mezz'ora, massimo 40 minuti. Quello con i lavoratori inizierà alle 8,45 per concludersi alle 9,15. Parleranno per non più di cinque minuti a testa tre rappresentanti del mondo del lavoro: sembra un lavoratore dipendente, un autonomo, un esponente delle imprese. Seguiranno il discorso papale e i saluti finali: Francesco, se non infrangerà come suo solito il cerimoniale, potrà stringere la mano a non più di 30 lavoratori.La festa grande sarà ovviamente a Bonaria. Il papa in auto scoperta, senza papa mobile, percorrerà molto lentamente via Roma, viale Diaz, farà un giro in mezzo alla folla che lo attende in piazza dei Centomila, via Bottego e la salita di Nostra Signora di Bonaria. Al suo arrivo in basilica incontrerà i malati più gravi. Quindi indosserà i paramenti per iniziare la Messa. Al momento sembra che indosserà gli abiti liturgici nel santuario, anziché nella “penitenzeria” , un'aula adiacente la cappella del SS. Sacramento, dove si vestì Benedetto XVI. Non è improbabile un ripensamento funzionale.

Mario Girau

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