Quand’era ministro la sua barca da 17 metri stazionava gratis al porto di Villaputzu. Ma lui smentisce
VILLAPUTZU. Sarà anche una questione di privacy, di certo c’é che Roberto Maroni, attuale segretario nazionale della Lega Nord, non ha pagato nei tre anni in cui faceva il ministro degli Interni nel governo Berlusconi l’ormeggio e i servizi portuali quando trascorreva i fine settimana al mare di Villaputzu, a bordo del suo magnifico veliero a due alberi da diciassette metri. Sono circa ventimila euro, un bel risparmio e anche un bonus piuttosto imbarazzante per un servitore dello Stato, uno che si è sempre battuto contro i privilegi della casta. A denunciare il caso, destinato certamente ad alimentare l’onda della cosiddetta antipolitica, è stata la Voce del Sarrabus, un mensile di informazione locale. Il sindaco Fernando Codonesu, centrosinistra, conferma tutto: «Mi è simpatico Maroni – avverte il capo dell’esecutivo comunale, in carica dall’11 giugno scorso - ma questo non è un buon motivo per esentarlo dal pagamento. Mi risulta che abbia saldato il conto del 2012, però restano i tre anni precedenti, proprio quelli in cui era ministro. Lo inviteremo a regolarizzare».
Per capire: il porto di Villaputzu, duecento posti barca disponibili, è gestito dalla Marina di Porto Corallo, una società in house del Comune, interamente a capitale pubblico. Lavora come qualsiasi altra azienda per la fornitura di servizi portuali, offre ormeggi e quant’altro serve ai proprietari delle imbarcazioni che d’estate affollano le banchine del Sarrabus. A Maroni piace molto Villaputzu e da quattro anni il suo bialbero è saldamente ormeggiato a porto Corallo, ci va quando gli impegni della politica glielo consentono. E’ un cliente importante, affabile e gentile. Solo che per ragioni non chiarite è anche un cliente moroso: «Negli anni scorsi, quand’era ministro - racconta Francesco Todde, presidente della società Marina di porto Corallo – noi lo vedevamo arrivare insieme alla scorta e ad altre persone, usava la barca e andava via. Forse per ragioni di privacy, legate alla sicurezza, non abbiamo mai visto i documenti della barca e quindi non eravamo informati ufficialmente sul nome del proprietario». Che non pagava i servizi, per quanto li usasse con regolarità: «Veniva e viene sempre in bassa stagione – avverte Todde – e si trattiene qualche giorno». Quest’anno però Maroni ha formalizzato il suo status di cliente: «E’ arrivato qualche settimana fa e ha firmato il contratto, ha pagato circa quattromila euro... tutto a posto». Tranne l’arretrato, su quello resta un grosso punto interrogativo: «Non saprei - allarga le braccia Todde - il sindaco Gianfranco Piu (Pdl) era informato di tutto e mi ha sempre detto di aspettare senza sollecitare, perché prima o poi il ministro avrebbe saldato il dovuto». Ma Piu nega: «Non ne sapevo nulla, la gestione è affidata alla società porto Corallo, io facevo il sindaco e basta». Comunque sia, appena tornato allo status di semplice parlamentare, Maroni si è limitato a pagare il 2012, lasciando in sospeso i tre anni passati. Dettaglio non irrilevante, che però l’ex ministro smentisce attraverso le agenzie di stampa: «Sono sorpreso dalla notizia che non avrei pagato quanto dovuto al Marina di Porto Corallo. In quattro anni ho sempre regolarmente pagato tutto quanto mi è stato richiesto: l'ultimo pagamento che ho fatto risale a due settimane fa ed è relativo a una fattura di 4.010 euro per l'affitto del posto barca per il 2012».
Ecco, forse la spiegazione sta nella prima affermazione di Maroni: ha pagato quanto gli veniva richiesto, perché nessuno - lui compreso - si preoccupava di stabilire se e quanto dovesse pagare, visto il suo ruolo di ministro. Ora però c’è un sindaco che non sembra badare tanto alle cariche istituzionali: «Per me deve pagare e lo inviteremo a farlo - conferma Codonesu - poi vedremo cosa succederà». (m.l)
©RIPRODUZIONE RISERVATA
Top Ebook
Incastri fuorisede
di Salvatore Viola
Leggi gratis per una settimana oltre 100 ebook
storiebrevi